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Sicurezza e privacy

Ladri di volti: esplode nello Stato dell’Illinois il “Caso MegaFace”

15/10/2019

Nello Stato dell’America orientale, con altissime probabilità che dilaghi in numerosi altri stati federali, tiene banco la class action che migliaia di cittadini stanno per intentare contro i creatori, i promotori ed i finanziatori di MegaFace.

Trattasi di un database contenente circa 700.000 volti di persone creato dall’Università di Washington e da diverse aziende, tra cui Google ed Amazon, al fine di istruire i loro algoritmi per il riconoscimento biometrico.

La maggior parte dei volti “schedati” sono stati caricati sulla piattaforma senza il preventivo consenso degli interessati.

Come detto, al momento è nel solo Stato dell’Illinois che si sta preparando una massiva class action. Ciò alla luce della vigenza di una più severa normativa, rispetto agli altri paesi U.S.A., in punto di Privacy e Biometrica (Biometric Information Privacy Act del 2008).

Vista la mole di dati salvati senza alcun consenso, è opportuno che le Autorithies dell’Unione Europea indaghino sui contenuti di MegaFace dato che è possibile, o meglio altamente probabile, che nelle 700.000 immagini citate vi siano anche volti del vecchio continente: il GDPR, infatti, sanzionerebbe indubbiamente questa profilazione effettuata senza alcun consenso.

Le sanzioni per i colossi coinvolti andrebbero da quelle pecuniarie (che nei casi più gravi ammontano fino a 20 milioni di euro o, per le imprese, fino al 4% del fatturato mondiale totale annuo dell’esercizio precedente), nonché , il blocco di tutti i dati raccolti indebitamente e, infine, è altamente probabile che le persone i cui volti siano stati violati possano avviare una azione per il risarcimento dei danni contro il titolare del trattamento.

Con riguardo, infine, al nostro bel paese, è anzitutto fondamentale che si provveda quanto prima al rinnovo dei collegi di Agcom e del Garante Privacy, ora in proroga fino alla fine dell’anno solare.

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